giovedì 29 ottobre 2015

Percorsi e viaggi musicali: Laura Mollica e Giuseppe Greco



Sono qui, in un bar del centro storico dell’Avana, e vivo un’esperienza emozionante, di quelle che al giorno d’oggi capitano sempre più raramente: essere in un luogo che l’UNESCO ha dichiarato “Patrimonio dell’Umanità” in compagnia di una persona che dal 2011 è parte del “Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità” dell’UNESCO, unica artista professionista a rientrare nelle espressioni dell’identità culturale della Sicilia. Lo scorso 7 ottobre, Laura Mollica (voce) e Giuseppe Greco (chitarra, percussioni e direzione musicale) hanno affascinato prima, e trascinato poi, il fortunato pubblico della Sala Teatro del Museo delle Belle Arti con uno spettacolo di rara perfezione e di grande coinvolgimento: La vuci mia, presentato nell’ambito del Festival Les Voix Humaines organizzato da Leo Brouwer e Isabelle Hernández.
L’intervista a Laura e Giuseppe inizia con le canoniche 5 domande de “Il bello all’Avana”. A queste, sebbene siano teoricamente rivolte a un unico interlocutore, risponderanno entrambi con una sintonia tale da non richiedere la necessità di specificare chi abbia effettivamente risposto.

Che cos’è il bello all’Avana per te? Il festival ci ha permesso di avere un accesso privilegiato alla città, che non è solo salsa, non è solo questo folclore che può osservare il classico turista. Invece, abbiamo scoperto che c’è un’offerta culturale importante. Parlando poi delle impressioni, del paese, di bello c’è la gente, la popolazione. Pur vivendo in una situazione di sofferenza, di difficoltà, abbiamo potuto riscontrare la dignità della gente, un grande decoro, anche se non hanno risorse. Certo, ci siamo anche accorti che esistono due Avana, due mondi paralleli, quello della gente che ci vive e il gran luna park turistico. Una città di contraddizioni, di contrasti, ma non sarà forse questo il bello dell’Avana? Le forti emozioni che riesce a suscitare, e il “mal di Cuba”, come una volta si diceva invece dell’Africa, che colpisce quanti passano per quest’isola.