domenica 13 ottobre 2019

Joker a Cuba


In questi giorni fa caldo qui all'Avana...bella notizia: fa sempre caldo. Sì, ma in questa stagione è un caldo ancora più difficile: pioggia, poi sole, poi una specie di nube umida irrespirabile che si solleva e tu muori. Al massimo sopravvivi. È così. Meno macchine, meno traffico e quella specie di intimità per le strade, quelle cadenze da paesino, il rumore dei passi, il cigolio delle bici. Siamo in un passaggio difficile per l'economia del paese. L'embargo violento come non lo è mai stato costringe tutti ad una rinnovata resistenza. Figurati, tutti pronti da sempre. E questa volta più pronti di sempre.
Due sere fa ho visto il film Joker. Ho ancora nelle orecchie e negli occhi quella risata triste, (macché triste, disperata) del protagonista. Un grido per me.

mercoledì 2 ottobre 2019

A casa tutti bene

Amore, sono andata dal tipo dei noleggi e ho preso un po' di film. Che ne dici di vederceli stasera a letto con pizza e birra? - Ok, mi piace. Che film hai preso? - Boh, quello che aveva... Ho preso anche un film italiano... - Come si chiama? - Boh, una cosa come "stiamo tutti bene", lo conosci? - No... È un film vecchio? - No, non credo... - Vabbè, bisogna stare attenti coi film italiani... - Si lo so, magari gli diamo un'occhiata: se ci piace lo vediamo e se non ci piace ne mettiamo un altro.

martedì 9 aprile 2019

Animalismo a Cuba


Un paio di giorni fa c'è stata all'Avana una marcia contro il maltrattamento degli animali. Non ci sono andato per varie ragioni: la prima è che non lo sapevo. La seconda è perché non sono animalista. Cioè, cerco di non essere un torturatore di animali ma credo che finchè si è carnivori non si possa essere animalisti in modo credibile. Si entra immediatamente in una forma di schizofrenia tutta moderna per la quale ci si getta in un fiume gelato per salvare un barboncino e poi si festeggia il salvataggio con una bella cena a base di spuntature di maiale.

giovedì 24 gennaio 2019

Latinoamerica


In questi giorni nei quali si alternano notizie preoccupanti sul Venezuela, quando questi rigurgiti violenti di barbarie tornano su come un cibo mai digerito e mai scelto, fuggo con la mente. Fuggo o ritorno, ancora non so. Un contrappunto malinconico al rumore delle piazze, ai titoli urlati, al pressappochismo, all'incompetenza, al cattivo giornalismo, al fascismo.