lunedì 18 maggio 2015

Scrivere all'Avana


Charles Bukowski
Sono continuamente alla ricerca di luoghi in cui scrivere all'Avana. È dai primi anni che sono qui che vivo in questa specie di ossessione: cerco il posto ideale ma non è facile. Poi finisco sempre a scrivere a letto di casa mia, al limite su una poltrona, ma conservo sempre la speranza di trovare il Posto. Qualche giorno fa sono andato in un locale che si trova su 23 in Vedado, mi sembrava quello giusto. Un locale in pesos cubani dal doppio nome, uno più brutto dell’altro, tipo Frankfurt o anche Casa del perro. Come se lasciassero a te la scelta della corda con cui impiccarti. Comunque tavoli sporchi, ubriachi in qualsiasi fascia oraria, scelta misera di un paio di marche di birra e qualche rum da poco e, soprattutto, nessun turista. Mi siedo e mi do un tono.

giovedì 14 maggio 2015

Le 5 domande su L'Avana - Risponde lo scrittore Yoss José Miguel Sánchez Gómez


Josè Miguel Sanchez Gomez
"José Miguel Sánchez Gómez, in arte Yoss, noto artista cubano, saggista, critico, narratore di realismo, fantascienza e fantasy. Tradotto e pubblicato in molti paesi (tra i quali l'Italia), è considerato una delle voci più moderne ed originali della narrativa contemporanea cubana. Dal 2007 è anche il vocalista del gruppo Heavy Metal Tenaz"

L'avana, 14 maggio 2015

Cos'è il bello a L'Avana per te?

Per me L’Avana è qualcosa di più di una bella città: è una città che ispira l’atto di sognare attraverso la bellezza. Una volta lo scultore francese Auguste Rodin, alla domanda se esista qualcosa di più bello della belleza rispose con sicurezza: “Sì, i suoi resti”. Ed aveva ragione: i magnifici edifici in rovina della capitale cubana permettono, a chi li osserva con consapevolezza e fantasia, di immaginare quell’altra Avana che fu, splendida nella sua realtà di metropoli d’avanguardia dell’architettura urbana degli anni 50. L’Avana attuale ancora conserva molti edifici Art-deco, art-nouveau e del modernismo che in altre capitali latinoamericane sono stati disgraziatamente demoliti per costruire al loro posto brutti grattacieli di appartamenti ed uffici. Ma anche la sua profusione di spazi disabitati dove tante case e costruzioni sono crollate per mancanza di manutenzione permette immaginare un’altra Avana futura, più vivibile e meno il ricordo della sua gloria. Bella in se stessa e non per il suo ricordo.
Senza alcun dubbio la cosa più bella della città nella quale sono nato e vivo è la sua gente. Perchè la città è per la gente, e senza sarebbe uno scenario vuoto, per quanto magnifica sia la sua architettura. Gli avaneri, con la loro allegria, con la loro spontaneità nel parlare agli sconosciuti per strada, con quest’aria sorniona ed altezzosa che tutti i non avaneri ci rimproverano, esibiscono un’ospitalità sincera, a volte un po’ interessata, ma mai incondizionata: assolutamente bello; perchè L’Avana, per quanto sia caraibica e tropicale, non è una città che ragala i suoi tesori al primo che arriva, ma è piuttosto una città gelosa che pretende un apprendistato minuzioso prima di godere dei suoi angoli e dei suoi luoghi occulti.

Dove ti piace andare con la persona che ami?

Mi piace andara alla multisala Infanta, qualla costruita più recentemente e una delle poche che rimangono delle tante che la mia Avana ha avuto nella sua epoca migliore. Il club “El submarino Amarillo”, dove ogni sera un gruppo differente esegue delle cover ballabili del genere musicale che preferisco: il rock. Nella terrazza dell’Hotel Nacional dove si può godere della miglior vista di un tramonto sulla città. Al museo del cioccolato, all’Avana Vecchia, per degustare cioccolatini e frullati. Al Callejon di Hemmel, per vedere il folclore cubano al suo stadio più puro. E, in generale, camminare avanti e indietro lungo le rotte che preferisco della mia Avana, scoprendo sempre posti nuovi... e in questo modo la lista sarebbe interminabile.

lunedì 11 maggio 2015

Il Vesak a L'Avana


Vesak a L'AvanaIn un periodo storico come questo dove, in nome di qualche dio a caso, si sgozzano vignettisti, ci si fa esplodere negli autobus, si decapitano "stranieri", parlare di temi relazionati con la spiritualità sembra come stuzzicare una ferita infetta per semplice sadismo. Forse non è un periodo straordinario: basta agitare bene la bibita frizzante delle religioni ed escono fuori parole tipo "crociate", "antisemitismo", "attacchi al gas nervino nelle metropolitane". Vista così la questione, emerge lo stesso istinto di difesa che nasce in Italia verso la politica: la politica è roba sporca, meglio non metterci il naso. Si confonde una delle dimensioni più evolute dell'uomo, l'amministrazione e l'immaginazione della cosa comune, con quattro poveracci sporchi, loro sì, che scegliamo per realizzarla.

giovedì 7 maggio 2015

Le 5 domande su L'Avana - Risponde Josè Rubiera


Josè Rubiera
"Josè Rubiera, Direttore dell'Istituto di Meteorologia di Cuba e personaggio popolare della televisione cubana"

L'avana, 7 maggio 2015

Cos'è il bello a L'Avana per te?

Il bello per me è la simbiosi tra la città e i suoi abitanti, insieme al mare e all'emblematico Malecòn.

Dove ti piace andare con la persona che ami?

Mi piace camminare per L'Avana Vecchia, guardare insieme alla persona che amo l'imbrunire sul Malecòn o, meglio ancora, al Castillo del Morro, con il sole che tramonta delineando il profilo della città.

martedì 5 maggio 2015

Nuova Certificazione di lingua italiana a Cuba


CELI Certificato di lingua italiana a Cuba
Da quest'anno a Cuba esiste una nuova opportunità per conseguire un certificato internazionale di lingua italiana. Non si tratta di un certificato qualunque ma forse del più prestigioso in circolazione: il CELI (Certificato di Lingua Italiana) emesso dall'Università per Stranieri di Perugia. Infatti da gennaio 2015 la Academia de Idioma italiano Leonardo da Vinci di L'Avana è diventata l'unico centro certificatore riconosciuto per questo tipo di diploma sull'isola attraverso l'autorizzazione della "casa madre" e la stipula di una regolare convenzione.

lunedì 4 maggio 2015

Los Angeles dell'adolescenza

Los Angeles de la Habana
A quarantott'anni sei un coglione malinconico o incattivito. A venti un'esplosione di propositi che a te sembrano valere come diamanti ma al mondo sembrano merda. Poi ha ragione il mondo. Ma tu aspetti i trenta per fargliela vedere al mondo, per prenderti la tua rivincita. Ma a trent'anni sei tu il mondo. E il gioco è fatto. Se eri Mozart te ne accorgevi a sei anni. Se sei un coglione te ne accorgi a trent'anni o giù di lì. Ok, questo per dire che a quattordici invece non sei niente. L'adolescenza. L'età più stronza che abbiano inventato. Quel paradiso che perde i pezzi, i cherubini che ti fregano lo specchietto della Vespa, gli angeli con le trombe celestiali che si fanno le trombe. Un casino davvero. Proprio a questo penso in un sabato pomeriggio torrido. Sono le 4 e sono seduto su un muretto del Le Select, un locale di Playa. Fra un paio d'ore c'è il concerto dei Los Angeles e in giro c'è nervosismo.

martedì 28 aprile 2015

Le 5 domande su L'Avana - Risponde Davide Barilli


Davide Barilli
"Davide Barilli, giornalista, scrittore di cose cubane e non solo. Amico di Cuba "

L'avana, 28 aprile 2015

Cos'è il bello a L'Avana per te?

Il suo sorprenderti sempre. La Habana è come una rosa, ha petali e spine, dipende da come la prendi, ma alla fine..è lei che prende te...

Dove ti piace andare con la persona che ami?

Nella cafeteria sul malecon, di fronte al Cristo di Casablanca, a mangiare pollo fritto e bere birra aspettando il tramonto...