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domenica 13 ottobre 2019

Joker a Cuba


In questi giorni fa caldo qui all'Avana...bella notizia: fa sempre caldo. Sì, ma in questa stagione è un caldo ancora più difficile: pioggia, poi sole, poi una specie di nube umida irrespirabile che si solleva e tu muori. Al massimo sopravvivi. È così. Meno macchine, meno traffico e quella specie di intimità per le strade, quelle cadenze da paesino, il rumore dei passi, il cigolio delle bici. Siamo in un passaggio difficile per l'economia del paese. L'embargo violento come non lo è mai stato costringe tutti ad una rinnovata resistenza. Figurati, tutti pronti da sempre. E questa volta più pronti di sempre.
Due sere fa ho visto il film Joker. Ho ancora nelle orecchie e negli occhi quella risata triste, (macché triste, disperata) del protagonista. Un grido per me.

lunedì 26 novembre 2018

Difendere Cuba



Sono un paio di mesi che non scrivo su questo blog. Avevo poca voglia e pochi temi che mi interessassero davvero. Ogni tanto mi mettevo lì con un titolo, cominciavo a scrivere ma subito mi sembrava un'operazione obbligata, una specie di compito ed io e i compiti non andiamo d'accordo. Per altro verso sono andato avanti col mio lavoro, con la mia vita, con questa porzione d'autunno che è sempre percorsa da una corrente sotterranea di preoccupazione.

lunedì 30 luglio 2018

L'Avana: Itinerario turistico n.2



Riprendo il tema degli itinerari cittadini. Di quelli inusuali che pochi conoscono. Sono percorsi personali, l'ho già detto, che non hanno pretese di essere belli senza discussione. Anzi, la discussione la provocano. Quando, la volta scorsa, ho parlato del cimitero di Colon, c'è chi mi ha affrontato col crocifisso lanciandomi spruzzi di acqua santa ed anatemi. In ogni modo, stavolta mi piacerebbe parlare della costa della città. E soprattutto del versante occidentale, quello che va da Miramar fino a Santa Fe.

mercoledì 31 gennaio 2018

Le relazioni pericolose



Uno degli aspetti che mi hanno più sorpreso, soprattutto nei primi tempi in cui frequentavo Cuba, riguarda il concetto di relazione che hanno sviluppato da queste parti. Più che sorpreso, direi lasciato basito, incapace di incasellare un materiale tanto eterogeneo, tanto non catalogabile, in un reticolato di categorie note, domestiche, inoffensive. Le relazioni.

lunedì 11 dicembre 2017

Hape, la festa più cool dell'Avana. Intervista a Simone Buosi.



Quando si parla della vita notturna di Cuba si pensa soltanto a locali di salsa, di merengue, di rumba o, al massimo, a discoteche martoriate dal reggaeton. Invece l'offerta, soprattutto nella capitale, è molto più varia e non mancano sorprese in linea con le tendenze più aggiornate sui generi musicali internazionali. Una delle iniziative più alla moda e, in un certo senso "diversa da tutto" è Hape. Nata quasi per gioco tra un gruppo di stranieri che lavorano a Cuba, è diventato molto rapidamente l'evento clou per chi vuole conoscere tutti i sapori, anche quelli meno banali, delle notti habanere.

lunedì 30 ottobre 2017

Che Guevara, la solitudine dell'eroe


Si chiude ottobre e in un certo senso si chiude un intero mese dedicato alla figura del Che a cinquant'anni dalla sua morte. Per questo, alla periferia dei clamori e degli slogan incrociati dei simpatizzanti e dei detrattori, mi piace parlarne a bassa voce, così, anche solo per salutarlo. Diciamo intanto che io mi posiziono nella schiera dei simpatizzanti e, boh, mi verrebbe da dire, nella schiera di quelli che gli vogliono bene.

lunedì 23 ottobre 2017

La cubania



Per certi versi vivere a Cuba è un continuo intreccio di due mondi, in alcuni momenti di scontro, di negazione, in altri di incontro, di identificazione. In ogni modo è un elemento costante nelle giornate di uno straniero, che lo si voglia o no: c'è sempre uno spigolo della tua visione del mondo che se la vede con un altro del mondo che ti ospita e se non si combinano in qualche modo, allora fanno scintille. Molti anni fa, Loredana, un'amica italiana con decenni di navigazione nell'universo cubano cercò di trasmettermi un concetto che allora non colsi. "la cubania è forte", questo mi diceva.

giovedì 19 ottobre 2017

I Colossi di Maisel Lopez

I colossi sono volti di bambini cubani che costellano le strade di Buenavista a Playa. L'artista che li realizza è il giovane Maisel Lopez. Sono vere e proprie apparizioni nelle strade della città.




lunedì 16 ottobre 2017

Lo straniero

C'è poco da fare: è un concetto, uno steccato, un muro contro il quale un immigrato - perchè questo sono a Cuba - sbatte la testa in continuazione. L'essere straniero. Se non lo vivi sulla tua pelle non lo capisci. Oppure vai avanti ad ipotesi ed astrazioni. Se decidi di andare a vivere all'estero questo allegato te lo porti dentro come una malattia autoimmune. È una questione di abitudini diverse, di gusti diversi, di modi di decodificare gli altri e di essere decodificato, di modi di ridere, di modi di mangiare, di modi di amare.

lunedì 9 ottobre 2017

Ancora tu?



Di nuovo qui. Computer acceso, sigarette, totale disordine nella mia stanza, una trentina di libri sulla mia destra, un Kindle, un ombrello macchiato, uno scampolo di stoffa mal piegato, uno scatolone, due materassi in verticale, una lastra di cartongesso, un cavalletto, un pacco di carta igienica, una bici rotta, buste, un fornello, una scala, ma alla fine, qui, davanti a me, l'importante: lo spazio per questa tastiera, le mie dita, la voglia di scrivere.  In realtà, seppur con un'incostanza terrificante, ci sono sempre stato. Intendo dire nei pressi di questo blog, dalle parti di un diario di un viaggio che non è più un viaggio. Nell'ultimo anno ho scritto qualcosa ma, tirando le somme, gli ultimi post scritti con un impegno serio ed una cadenza regolare risalgono a quando? A un anno e mezzo, due anni fa? Ok. In questo tempo non sono stato in un sottoscala a piangere rivoltandomi in un lago di vomito ma ho tirato avanti.

martedì 21 marzo 2017

La Cuba di Alessandro Zarlatti

Unica data a Roma per parlare di Cuba, di attualità, di storia e di storie con uno scrittore che ha fatto di Cuba lo scenario per i propri racconti.

Vi aspettiamo


mercoledì 28 dicembre 2016

Fantasmi



C'era il mare dietro al buio della Playita de 16 e in mezzo sagome di persone che passavano come fantasmi tra la terra e il cielo. Tra ciò che restava della terra e ciò che restava del cielo. Giovanni e Daisy avevano preso un tavolo appartato nel ristorante 7 dias che si affacciava proprio su questo panorama soltanto intuito e intuivano le onde e le maree e la sensazione della risacca sulla pelle, quella che ti sposta appena ma ti avverte soltanto di ciò di cui sarebbe capace.

lunedì 5 dicembre 2016

Il mio Fidel

Pioveva. Per meglio dire: piovigginava ieri sera. Nonostante questo, con Emanuele avevamo deciso di andare a bere qualcosa in un locale vicino a Linea. Chiacchiere tranquille. Birra. Cicartici. Perché intorno ai cinquant'anni parli di cicatrici e dei cerotti che metti. Poco altro. La mattina ero andato con Yeislany a ritirare la nostra sentenza di divorzio. Due amici io e lei. Poi le avevo detto di tenere lei quei fogli perchè il mio zaino era pieno di olio. I miei soliti casini. Moto mezza rotta, lasciamo perdere.

domenica 7 febbraio 2016

Intervista a Luis Ernesto Doñas


LUIS ERNESTO DOÑAS
Laureato presso l’ISA (Instituto Superior de Arte) de L’Avana in Media audiovisivi e Regia filmica.
Dopo varie collaborazioni in lungometraggi di importanti autori come Enrique Pineda Barnet, Carlos Lechuga e Jorge Luis Sánchez, realizza documentari, clip di video-danza e cortometraggi di fiction, fra cui OSLO che gli ha fatto ottenere numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali. Di recente ha co-diretto l’opera teatrale BENT.                                               
Nel 2015 è stato il regista dell’allestimento dell’ALCINA di Handel per il Teatro Lirico Nazionale di Cuba, nel quale ha immesso un nuovo modo di produrre l’opera lirica, e in particolare l’opera barocca, innovando nel campo dell’interpretazione e della recitazione. Innamorato dell’Italia, e in particolare di Roma dove ha studiato per 7 anni, ma anche di Taormina, Trieste e di ogni città sul mare, sta ora scrivendo il suo primo lungometraggio, Esencia Habana, su uno dei primi bar a permettere spettacoli di travestiti.
Gli rivolgiamo le canoniche 5 domande più una.

sabato 23 gennaio 2016

Punto di vista


Ho un'oretta per scrivere qualcosa e quindi scrivo. Il bello all'Avana ha avuto un rallentamento preoccupante in questi ultimi mesi, ha perso il ritmo come un ballerino demotivato. E qualcuno mi domanda: "chiude i battenti?". Non lo so. Forse diventerà una cosa più grande. Forse più piccola. Forse niente. Non ho idea. Invece so che la sua intermittenza mi piace. Mi piace scrivere quando ne ho voglia. Quando ho qualcosa da dire, quando ho tempo e soprattutto quando tira il vento giusto. Nasce su una promessa di irregolarità, di parzialità, di umori, e le dichiarazioni di intenti, come i peccati originali, sono importanti.